Come Riutilizzare le Vecchie Cartine

Se anche voi ogni anno, quando vi dedicate alle pulizie di primavera, vi ritrovate con un sacco di cartine stradali e vecchie mappe che avete accumulato nel corso degli anni e che non vi azzardate a buttare via, riutilizzatele in maniera utile ed originale, seguendo questi suggerimenti. Certamente vi faranno da spunto per ulteriori fantasiose idee.

Coprilampada. Si é rotto o sbrecciato il vetro o la plastica del coprilampada? Ricopritelo avvolgendovi attorno una cartina e scegliete, in base al soggetto della mappa, l’illuminazione adeguata. Ad esempio utilizzate una luce calda per una carta dalle tonalitá terra (ad esempio deserti), una luce fredda invece per sfumature azzurrognole (tipo valli e mari). Oppure infilate una candela in un vaso tumbler o in un bicchiere alto e ricopritelo con il ritaglio di una mappa.

Fodere per cassetti. Per rinfrescare i cassetti, in particolare quelli dell’ufficio, della cameretta dei bimbi o dei mobili oramai usurati, stendete un velo di colla vinilica diluita con poca acqua sul retro di una bella mappa ed applicatela sul fondo del cassetto. Ricoprire mobili rovinati. Avete una cartina che riproduce un luogo a voi molto caro? Perché non esporla tappezzando un cassettone o dei comodini? Con la tecnica del découpage ed un tocco di fantasia potete rinnovare il vostro arredamento.

Buste originali. Vi piace personalizzare i vostri biglietti d’auguri o la carta da lettere? Riciclate le cartine ripiegandole a forma di busta, lasciando all’esterno la stampa se le consegnate a mano, mentre dovrete ripiegarle al contrario (per potervi scrivere mittente e destinatario) se vorrete spedirle. Sottobicchieri. Vi avanzano delle vecchie piastrelle? Incollatevi sopra delle pagine della cartina, applicate del fissante ed avrete realizzato un originale set di sottobicchieri.

Come Rimuovere il Calcare da una Doccetta

I depositi di calcare possono causare molte complicazioni in bagno e in cucina e se vivete in una zona in cui l’acqua è particolarmente dura ve ne sarete senz’altro accorti. Le incrostazioni si formano quando nell’acqua i minerali si separano dalla soluzione.

Tra quelli che si depositano il piu’ comune è il carbonato di calcio (derivante da rocce calcaree o di gesso situate nella zona in cui l’acqua ha origine). Non tutti sanno che anche l’acqua fredda, asciugandosi, puo’ lasciare depositi di calcare: come per esempio in un rubinetto che perde si puo’ formare una stalattite simile a quelle che si trovano nelle grotte sotterranee. Per risolvere il problema definitivo spesso è necessario installare un dispositivo come l’addolcitore, il cui funzionamento è spiegato in questa guida, ma in alternativa è importante sapere come eliminare il calcare.

Vediamo come eliminare il calcare dalla doccetta della vostra doccia. Tagliate la parte superiore di una bottiglia di plastica e riempitela per metà con un adeguato prodotto acido (in queste quantità l’aceto è piu’ economico del succo di limone). Sistemate la bottiglia in un secchio per evitare che si rovesci e ponete il secchio nella cabina doccia o nella vasca da bagno.

Scrollate l’eccesso d’acqua dalla doccetta che poi infilerete nella bottiglia lasciandola immersa per qualche ora. Quindi a questo punto fate scorrere acqua fredda ad alta pressione dalla doccetta, per forzare i residui di calcare ad uscire dai fori, e spazzolate via il calcare rimanente. Questo appena spiegatovi è il metodo piu’ veloce, ma potete scegliere di adottare anche quello piu’ meticoloso, che consiste, sempre con l’impiego di un prodotto a base acida, di smontare la doccetta in ogni suo pezzo, per poi immergerli in acido sempre per qualche ora. Rimontando la doccetta, facendo sempre scorre ad alta pressione acqua fredda, otterrete lo stesso risultato, solo piu’ preciso e meticoloso.

Come Utilizzare i Semi di Zucca in Casa

Luccicanti zucche arancioni ricoprono i campi delle aziende agricole a fine autunno. Non importa se la zucca è grande quanto un bambino e pesante come un maialino, o tanto piccola da poterla tenere nel palmo della mano: ognuna di queste sfere arancioni è piena di piccoli semi e ogni seme ha in sè la capacità di far crescere molte altre zucche l’anno seguente. I semi sono affascinanti e possono essere utilizzati anche per preparare una merenda nutriente e squisita.

Ogni seme all’esterno è bianco e presenta una specie di muco sotto il quale ci sono due strati di rivestimento. Quello superiore è sottile e trasparente, quello interno è spesso e bianco. All’interno, il seme contiene una polpa verde che racchiude l’embrione che ha il potenziale per far crescere una nuova zucca. La radice spinge fuori la punta aguzza del seme, e questo lascia germogliare le foglioline dalla punta arrotondata.

Ci vuole una media di 120 giorni perché un seme si trasformi in una zucca matura. Le zucche giganti ci mettono un mese in più, avendo una media di circa 150 giorni. È possibile seminare i semi di zucca direttamente nel campo o nel giardino dopo gli ultimi giorni freddi, ma dal momento che le zucche richiederebbero molto sole per germogliare è consigliabile seminarli in una serra. La germinazione può essere accelerata utilizzando una limetta per unghie per graffiare il seme tutto attorno ad eccezione della punta aguzza, dove emergerà la radice. Prima di piantare il seme con la punta verso il basso, mettetelo in acqua tiepida per un paio d’ore. Dovrebbe germogliare in quattro – sei giorni. Dopo che il primo paio di germogli è stato sostituito da vere foglie di zucca, possono essere trapiantati in giardino.

I semi di zucca, oltre ad essere riciclati per far crescere nuove zucche, possono essere utilizzati per una deliziosa merenda nutriente. Prima di tutto devono essere rimossi dal guscio della zucca e bolliti in acqua per una decina di minuti. Questo li ammorbidirà. Poi bisogna far uscire l’acqua fuori dai semi, stenderli su di una teglia da forno precedentemente unta, cospargerli con il sale e infine cuocerli per 30 minuti a 180 gradi. Conservateli in un contenitore sottovuoto e serviteli come se fossero noccioline.

Come Pulire Divano non Sfoderabile

Se il tuo divano non è sfoderabile, pulirlo può sembrarti un’impresa difficile. In questa breve e facile guida puoi mettere subito in pratica i miei consigli per pulire il tuo divano con facilità ed economicamente. E il tuo divano continuerà a far parte del tuo arredamento più a lungo.

Prepara una soluzione con aceto e acqua, in pratica un bicchiere di aceto ogni litro di acqua, e 4 gocce di eucalipto. Questa essenza la trovi in vendita nelle erboristerie e nei negozi etnici, per intenderci quella che si mette anche negli umidificatori sui caloriferi in inverno. Qualora non riesci a reperirla fai una soluzione di sola acqua e aceto. Munisciti di uno straccio pulito e passalo su tutto il divano.

L’eucalipto serve a dare quel tocco di pulito, di fresco ed è un ottimo disinfettante naturale. Mentre l’acqua e l’aceto combinate assieme in questa soluzione eliminano i cattivi odori e i tanto temuti acari portatori di allergie, che sul divano, ma non solo, si depositano a dismisura. Se invece hai delle macchie sul divano segui i miei consigli spiegati nel prossimo passo.

Metti alcune gocce di eucalipto sulle macchie e passa uno straccio pulito strofinando leggermente. Oppure in alternativa a questa essenza puoi sempre utilizzare il sapone di marsiglia, passando la saponetta sulla macchia e lasciando agire per una ventina di minuti. Dopo risciacqua con un panno umido fino ad eliminare completamente il marsiglia.

Per evitare il ripetersi di questi problemi, è comunque consigliabile utilizzare sempre un telo copridivano, in modo da ridurre il rischio di macchie.

Come Potare il Ciliegio

Il ciliegio non reagisce troppo bene alla potatura, questa infatti può intaccare le capacità di produzione e di cicatrizzazione. Una potatura fatta male o non tollerata dall’albero viene individuata dalla fuoriuscita di un liquido viscido e gelatinoso dai rami vecchi. Tuttavia la potatura è necessaria; ecco come procedere.

Come avviene per altre specie di alberi da frutto esistono potature diverse in funzione dell’ età dell’albero (formazione, produzione e mantenimento). Se praticherete una potatura di allevamento formerete qualcosa di simile ad uno scheletro dell’albero. Questo tipo di potatura va effettuata tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate su alberelli ancora giovani.

Tenete presente che il clima tiepido primaverile agevola la cicatrizzazione delle cicatrici da taglio. Una potatura da produzione va invece effettuata su un esemplare adulto a fine estate alla fine del ciclo di produzione o a fine inverno. Se volete potete fare seguire una potatura invernale tra gennaio e febbraio che favorisca la successiva vegetazione del vostro ciliegio.

Non praticate potature invernali se il clima promette gelate. Non potate mai durante la fase vegetativa. Questo tipo di potatura prevede la tecnica del taglio di ritorno. Potate quindi pochissimo la vostra pianta. Recidete i rami soltanto in modo da rendere difficoltosi eventuali attacchi da parassitari. Praticate tagli inclinati. Risulta essere importante sterilizzare le lame prima e dopo i vari interventi. Effettuate i tagli in maniera decisa, senza alcuna frangiatura.